mercoledì, aprile 05, 2006

Dal Vangelo secondo Arcore - La condanna

Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: -Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ecco, l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa. E’ vero, dice di essere il figlio di Dio, ma ne abbiamo trovato un altro che lo sostiene e voi non ne avete parlato.- Le guardie portarono a fianco di Pilato l’altro uomo. Pilato disse: -Dite al popolo chi siete.- E il primo rispose: -Sono il figlio di Dio, seduto alla destra della sua potenza.- Poi l’altro disse: - Io sono l’unto del signore e, se permetti, ci sto io alla destra. E in piedi che seduto sfiguro.- A quel punto, Pilato chiese al popolo: -Chi volete dunque che venga rilasciato?- Il popolo però era indeciso. Così, dalla folla, si erse l’avvocato Taormina che fece passare Pilato per comunista e prese le redini del processo. Dopo sette anni, l’accusa per il piccolo figlio di Dio cadde in prescrizione, e il popolo, che già allora non era dei più svegli, abboccò come un pesce lesso e fece condannare Gesù alla crocifissione. Gesù mentre portava la croce sulle spalle, imprecò talmente tante volte nei riguardi della pelata del prescritto, che la via crucis prese il nome di Calvario.

Rendiamo grazie ad'Io.

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