mercoledì, aprile 05, 2006

Dal Vangelo secondo Er Monnezza - Il bisogno delle parabole

Dopo questi fatti, stavano camminando a fianco a un venditore di datteri e lemon soda. Decisero così che era ora di fare uno spuntino. Dopo aver mangiato, Simon Pietro fece una domanda a Gesù ed egli, stupito, rispose al discepolo prediletto: -Pietro, tu mi conosci, e sai ciò che ti sto per dire: un tempo, un contadino aveva con sé tre semi. Il primo seme cadde sulla pietra e non trovando acqua, morì. Il secondo seme cadde sulle spine ma rimase soffocato e morì. Il terzo seme cadde fra le foglie secche, ma…-. - Sì, sì,- disse Pietro - però io ti ho chiesto…- ma il Maestro non lo fece concludere: -Certo, Simon Pietro, hai ragione. Lascia che ti racconti la storia del mietitore solitario. Il mietitore solitario aveva sei semi. Prese il primo seme e lo piantò nella sabbia, e capì che non sarebbe cresciuto nulla. Prese il secondo seme e lo piantò nella naftalina, e capì che non sarebbe cresciuto nulla. Prese il terzo seme e lo piantò in una soluzione 41 molare, ma capì che non sarebbe…-. - Maestro - lo interruppe Pietro - ma la mia domanda era un’altra… - e Gesù ricominciò: - Penso che le mie parole non siano adatte alla tua domanda. Parlerò invece della vicenda del seminatore avaro. Egli possedeva quarantadue semi e decise di seminare il suo campo proprio con quei semi. Pose il primo seme dentro una marmotta, ma la marmotta non lo ringraziò. Pose il secondo seme all’interno di un passerotto, ma il passerotto non gli fu grato. Pose il terzo seme nei meandri di Caifa ma… - E pietro spazientito: - A cristo! ‘Mo m’hai rotto er cazzo! Sempre co’ ste cazzo de pparabbole su li semi de mmerda! Infilateli ‘nder culo i semi de’ sti cojoni de’ contadini che se ‘nculano le pecore e je vengono ‘e ‘morroidi ar culo come a mme si mme continui a rompe li cojoni! Possibbile che mme devi di’ tutte ste fregnacce pe’ ssapè ‘ndo sta er cesso? -

Rendiamo grazie ad'Io.

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